Filò

Vi racconto questa…

La Grande Pietra

Maquel aveva sentito dal racconto degli anziani l’esistenza della Grande Pietra, la creatrice di tutto il visibile, l’essere immutabile e immobile che controlla ogni respiro, ogni movimento, ogni pensiero. I vecchi raccontavano di lei con venerazione e timore. Nessuno l’aveva vista, chi aveva intrapreso il cammino per scovarla non aveva fatto ritorno.

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Maquel aveva sentito dal racconto degli anziani l’esistenza della Grande Pietra, la creatrice di tutto il visibile, l’essere immutabile e immobile che controlla ogni respiro, ogni movimento, ogni pensiero. I vecchi raccontavano di lei con venerazione e timore. Nessuno l’aveva vista, chi aveva intrapreso il cammino per scovarla non aveva fatto ritorno.

Griso

Tanto tempo fa, quando gli umani avevano ancora un’ideale e a esso si stringevano per dare un senso alla vita e un nome al futuro, le passioni erano vive. Ne sapeva qualcosa Grisostomo, detto Griso, e così lo chiameremo da adesso. Aveva nel cassetto del comodino una medaglia che il re gli fece pervenire in

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Tanto tempo fa, quando gli umani avevano ancora un’ideale e a esso si stringevano per dare un senso alla vita e un nome al futuro, le passioni erano vive. Ne sapeva qualcosa Grisostomo, detto Griso, e così lo chiameremo da adesso. Aveva nel cassetto del comodino una medaglia che il re gli fece pervenire in

La robinia

Un racconto rispettoso della tradizione del filò.
Mistero e paura prendono forma, proprio come le storie che raccontavano i vecchi per intimorire i più giovani e ridere alle loro spalle.

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Un racconto rispettoso della tradizione del filò.
Mistero e paura prendono forma, proprio come le storie che raccontavano i vecchi per intimorire i più giovani e ridere alle loro spalle.

Metamorfosi

Uno dei miei esperimenti. Mi son lasciato trasportare dal canto di Thea Crudi per vedere se quelle sensazioni mi restituivano qualcosa. Ne è nato questo raccontino.
Quindi devo ringraziare Thea e la sua voce, il mio grazie lo lascio al vento, prima o poi, quando sarà il momento, la raggiungerà.

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Uno dei miei esperimenti. Mi son lasciato trasportare dal canto di Thea Crudi per vedere se quelle sensazioni mi restituivano qualcosa. Ne è nato questo raccontino.
Quindi devo ringraziare Thea e la sua voce, il mio grazie lo lascio al vento, prima o poi, quando sarà il momento, la raggiungerà.

Pagnol Marius Le partie de cartes

Un bar per vecchi

Guardandolo da fuori si capisce che è un bar per vecchi: il muro segnato e lordato dal tempo, i portoni d’ingresso sono ancora in legno e vengono chiusi alla sera da dentro, in quanto i proprietari vivono al piano superiore, i due tavoli in alluminio, rotondi e scarni, con le sedie di plastica intrecciata ormai

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Guardandolo da fuori si capisce che è un bar per vecchi: il muro segnato e lordato dal tempo, i portoni d’ingresso sono ancora in legno e vengono chiusi alla sera da dentro, in quanto i proprietari vivono al piano superiore, i due tavoli in alluminio, rotondi e scarni, con le sedie di plastica intrecciata ormai

Il tempo di mezzo

Non è l’oscurità, non è la luce, siamo nel tempo di mezzo, dove qualcosa apparentemente muore e qualcosa sta per nascere. È il tempo dell’attesa e della speranza. Ci sono lingue in cui attesa e speranza hanno lo stesso suono, lingue che hanno colto il senso profondo che le lega. Si aggroviglia nel tempo l’emozione

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Non è l’oscurità, non è la luce, siamo nel tempo di mezzo, dove qualcosa apparentemente muore e qualcosa sta per nascere. È il tempo dell’attesa e della speranza. Ci sono lingue in cui attesa e speranza hanno lo stesso suono, lingue che hanno colto il senso profondo che le lega. Si aggroviglia nel tempo l’emozione

Domani

Non riesce a dormire. Domani dovrà lanciarsi verso l’ignoto. Niente di quello che ha fatto e conosciuto gli servirà, sarà tutto nuovo. Cominciano a essergli estranei anche i mobili della sua camera: il letto, l’armadio, il comodino, la persiana non perfettamente abbassata da cui, di primo mattino, filtrano i raggi del sole. Quando può restarsene

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Non riesce a dormire. Domani dovrà lanciarsi verso l’ignoto. Niente di quello che ha fatto e conosciuto gli servirà, sarà tutto nuovo. Cominciano a essergli estranei anche i mobili della sua camera: il letto, l’armadio, il comodino, la persiana non perfettamente abbassata da cui, di primo mattino, filtrano i raggi del sole. Quando può restarsene

Vita

Gli piaceva alzarsi al mattino un attimo prima che il sole sorgesse. Usciva dalla baita e camminava sul prato in pendenza sino ad arrivare alla fontana. Il paese sonnecchiava sotto di lui, vedeva qualche timida luce tra quelle umili mura secolari che avevano ascoltato le voci, udito i passi, i rumori di arnesi di tante

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Gli piaceva alzarsi al mattino un attimo prima che il sole sorgesse. Usciva dalla baita e camminava sul prato in pendenza sino ad arrivare alla fontana. Il paese sonnecchiava sotto di lui, vedeva qualche timida luce tra quelle umili mura secolari che avevano ascoltato le voci, udito i passi, i rumori di arnesi di tante

Un altro giorno è andato

Con questo racconto ho partecipato a un concorso l’anno scorso. Mi piaceva il tema e l’imposizione di non superare una data lunghezza, era una sfida per me riuscire a rimanere dentro a dei confini. Il tema era scegliere il titolo da una canzone di Francesco Guccini. Non sono arrivato primo, neppure secondo, neppure decimo, malgrado

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Con questo racconto ho partecipato a un concorso l’anno scorso. Mi piaceva il tema e l’imposizione di non superare una data lunghezza, era una sfida per me riuscire a rimanere dentro a dei confini. Il tema era scegliere il titolo da una canzone di Francesco Guccini. Non sono arrivato primo, neppure secondo, neppure decimo, malgrado

Capitàno, mio capitàno

1987, Estate, Lisbona, tardo pomeriggio. Sono in un taxi che mi riporta all’albergo. Il tassista è loquace, mi chiede da dove vengo e dove ho trascorso la giornata. “Na praia de Cascais” nella spiaggia di Cascais. «Ah» imbecca lui «sei stato dal re!» Trasecolo, quale re? «Ma il re d’Italia!» ribatte sbalordito. Accidenti, è vero,

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1987, Estate, Lisbona, tardo pomeriggio. Sono in un taxi che mi riporta all’albergo. Il tassista è loquace, mi chiede da dove vengo e dove ho trascorso la giornata. “Na praia de Cascais” nella spiaggia di Cascais. «Ah» imbecca lui «sei stato dal re!» Trasecolo, quale re? «Ma il re d’Italia!» ribatte sbalordito. Accidenti, è vero,