battigia01 foto di Stefania VIo

Il predestinato (terza parte di 3)

I giorni successivi si sentiva sporca, si sentiva giudicata, non riusciva a salutare il marito, era nervosa. Si era prostituita? Sì, per quanto nobile fosse il movente, aiutare il marito, aveva accettato il prezzo di Bernabei, e doveva saldare il debito al momento opportuno. Chissà se era stato onesto o se era stato solo un […]

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I giorni successivi si sentiva sporca, si sentiva giudicata, non riusciva a salutare il marito, era nervosa. Si era prostituita? Sì, per quanto nobile fosse il movente, aiutare il marito, aveva accettato il prezzo di Bernabei, e doveva saldare il debito al momento opportuno. Chissà se era stato onesto o se era stato solo un

battigia02 foto di Stefania Vio

Il predestinato (seconda parte di 3)

Luisa si ritirò dal mondo del lavoro, l’ottimo stipendio di Aldo consentiva alla famiglia di vivere egregiamente, divenne una mamma a tempo pieno e una moglie che sosteneva le ambizioni del marito. Quando doveva recarsi in trasferta presso la direzione generale nella capitale per qualche giorno, preparava il trolley con i ricambi e le camicie

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Luisa si ritirò dal mondo del lavoro, l’ottimo stipendio di Aldo consentiva alla famiglia di vivere egregiamente, divenne una mamma a tempo pieno e una moglie che sosteneva le ambizioni del marito. Quando doveva recarsi in trasferta presso la direzione generale nella capitale per qualche giorno, preparava il trolley con i ricambi e le camicie

aurora foto di stefania vio

Il predestinato (prima parte di 3)

Se ne stava piegato alla sua scrivania concentrato ad analizzare il documento che aveva davanti a sé. Aldo Manca, veneziano, una persona, anzi, una risorsa che l’azienda è stata ben felice di assumere trentasei anni prima, quand’era un giovane diplomato che si era presentato ai colloqui preassunzionali in giacca e cravatta, la riga sul lato

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Se ne stava piegato alla sua scrivania concentrato ad analizzare il documento che aveva davanti a sé. Aldo Manca, veneziano, una persona, anzi, una risorsa che l’azienda è stata ben felice di assumere trentasei anni prima, quand’era un giovane diplomato che si era presentato ai colloqui preassunzionali in giacca e cravatta, la riga sul lato

1945-2025. 25 Aprile

Ottant’anni. Il tempo trascorso dall’esplosione di gioia per aver allontanato il Male espressosi nell’ideologia e nella pratica nazifascista a oggi non è stato un tempo ben speso.
Lo spirito di Hitler non è stato vinto, è stato assorbito lento lento dal nuovo volto del Potere, per riproporsi in giacca, cravatta e modi gentili.

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Ottant’anni. Il tempo trascorso dall’esplosione di gioia per aver allontanato il Male espressosi nell’ideologia e nella pratica nazifascista a oggi non è stato un tempo ben speso.
Lo spirito di Hitler non è stato vinto, è stato assorbito lento lento dal nuovo volto del Potere, per riproporsi in giacca, cravatta e modi gentili.

razzo scia

Ventotto ottusi tonti

Chi vive dove vive l’aquila?La lucertola!La lucertola striscia ai piedi dell’aquila.Chi vive dove vive l’aquila?Il serpente!Il serpente sta avvolto nel nido dell’aquila!Chi vola dove vola l’aquila?L’avvoltoio!Il condor!Ma chi domina le rupi nelle altezze solitarie,Con la luce del sole sulle sue ali dorate,Incoronato dalla stella del mattino?L’aquila!(Albert Thurston da Il nuovo Spoon River, Edgar Lee Masters)

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Chi vive dove vive l’aquila?La lucertola!La lucertola striscia ai piedi dell’aquila.Chi vive dove vive l’aquila?Il serpente!Il serpente sta avvolto nel nido dell’aquila!Chi vola dove vola l’aquila?L’avvoltoio!Il condor!Ma chi domina le rupi nelle altezze solitarie,Con la luce del sole sulle sue ali dorate,Incoronato dalla stella del mattino?L’aquila!(Albert Thurston da Il nuovo Spoon River, Edgar Lee Masters)

Ehi, signore!

Le mura antiche e l’acciottolato che davano lustro e prestigio al centro storico adagiato nel saliscendi della collina, erano avvolte da una fitta nebbia; l’umidità rendeva sdrucciolevole in alcuni punti la strada silenziosa. Di tanto in tanto un lampione tentava di far filtrare la sua luce, ma si addensava a quella fredda nuvola avvolgente, costringendo

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Le mura antiche e l’acciottolato che davano lustro e prestigio al centro storico adagiato nel saliscendi della collina, erano avvolte da una fitta nebbia; l’umidità rendeva sdrucciolevole in alcuni punti la strada silenziosa. Di tanto in tanto un lampione tentava di far filtrare la sua luce, ma si addensava a quella fredda nuvola avvolgente, costringendo

Riflettendo su Gen 2,17

Il Signore, il Dio, comandò all’uomo: «Di ogni albero del giardino potrai liberamente mangiare, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non mangiarne, perché nel giorno in cui ne mangiassi per certo moriresti!» (Gen 2,16-17) Questo è il passo di Genesi su cui mi vorrei soffermare. Ho riportato il testo presente nel mirabile

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Il Signore, il Dio, comandò all’uomo: «Di ogni albero del giardino potrai liberamente mangiare, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non mangiarne, perché nel giorno in cui ne mangiassi per certo moriresti!» (Gen 2,16-17) Questo è il passo di Genesi su cui mi vorrei soffermare. Ho riportato il testo presente nel mirabile

I suoni delle cose

Il passo lento, la ciabatta strusciata lo riporta a quando impaziente doveva passare da una stanza all’altra ma la porta era ostruita dall’enorme stazza della nonna, che incedeva lenta e malsicura appoggiandosi alla parete. Lui aveva fretta, aveva cose importanti da fare, muovere il suo corpo con scatti, corse, risate e occhi meravigliati su quello che vedeva intorno a sé e la sua mente trasformava.

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Il passo lento, la ciabatta strusciata lo riporta a quando impaziente doveva passare da una stanza all’altra ma la porta era ostruita dall’enorme stazza della nonna, che incedeva lenta e malsicura appoggiandosi alla parete. Lui aveva fretta, aveva cose importanti da fare, muovere il suo corpo con scatti, corse, risate e occhi meravigliati su quello che vedeva intorno a sé e la sua mente trasformava.

Essere nonviolenti

Lo stare al mondo per l’umano in quanto essere pensante è fonte di inquietudine da sempre. Lo sappiamo dalle elementari che gli umani passarono a convivere dalla famiglia, al clan, alla tribù (un centinaio di persone), per poter sopravvivere alle insidie della vita. È nella vita in comune che l’uomo sviluppa il linguaggio e il pensiero. È nei periodi di carestia che scopre l’esistenza di altre tribù a cui depredare con la violenza i loro beni o iniziare un rapporto collaborativo, di mutuo sostegno e scambio. Sa che la Natura è un pericolo, ma è pure fonte di vita, è cosa altra ma pure vicina.

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Lo stare al mondo per l’umano in quanto essere pensante è fonte di inquietudine da sempre. Lo sappiamo dalle elementari che gli umani passarono a convivere dalla famiglia, al clan, alla tribù (un centinaio di persone), per poter sopravvivere alle insidie della vita. È nella vita in comune che l’uomo sviluppa il linguaggio e il pensiero. È nei periodi di carestia che scopre l’esistenza di altre tribù a cui depredare con la violenza i loro beni o iniziare un rapporto collaborativo, di mutuo sostegno e scambio. Sa che la Natura è un pericolo, ma è pure fonte di vita, è cosa altra ma pure vicina.

foglie d'autunno

La forza del silenzio

L’essere umano sa di non essere solo materia. Se lo fosse non proverebbe, come spesso accade, un senso di insoddisfazione, la sensazione di una mancanza, un disorientamento che necessita di una risposta.

Questa risposta non è ricercabile nel mondo delle cose, nel mondo fattuale, anche se la società occidentale ci invita a cercare nel mondo oggettivo, anzi ci facilita la vita offrendoci le soluzioni con la persuasione, la seduzione pubblicitaria. Ci spiega che il disagio interiore che ci inquieta va sedato con la somministrazione di oggetti finalizzati a un fulgore estetico del singolo che trova la sua piena realizzazione nel sentirsi ammirato e invidiato.

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L’essere umano sa di non essere solo materia. Se lo fosse non proverebbe, come spesso accade, un senso di insoddisfazione, la sensazione di una mancanza, un disorientamento che necessita di una risposta.

Questa risposta non è ricercabile nel mondo delle cose, nel mondo fattuale, anche se la società occidentale ci invita a cercare nel mondo oggettivo, anzi ci facilita la vita offrendoci le soluzioni con la persuasione, la seduzione pubblicitaria. Ci spiega che il disagio interiore che ci inquieta va sedato con la somministrazione di oggetti finalizzati a un fulgore estetico del singolo che trova la sua piena realizzazione nel sentirsi ammirato e invidiato.